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Finalmente!

Dopo la delusione di Cars 2 e la delusione totale di Brave, la Pixar ci riprova. Purtroppo ho la sensazione che, da quando la Disney se n’è appropriata, qualcosa sia cambiato. Infatti, con questo prequel, si perde di fatto l’idea – bellissima e poetica – del finale di Monsters & Co. cioè quella per la quale era meglio far ridere i bambini invece che spaventarli. La Pixar, che da sempre aveva fatto la differenza oltre che per la maestria tecnica soprattutto per le storie che metteva in scena, si sta trasformando in una Dreamworks qualunque, prediligendo l’aspetto commerciale di un’opera ai suoi personaggi e alle loro storie. In Cars 2, ad esempio, è sparito (non si sa come e perchè) Hudson Hornet, personaggio di rara profondità, fondamentale nel primo episodio, ma che non era nella top ten delle vendite del miliardario merchandising che ha generato la saga delle automobiline animate. Stessa cosa per Sally, la fidanzata di Lightning McQueen, trasformata da personaggio chiave nell’arco del protagonista del primo episodio a comparsa spelacchiata nel secondo. McQueen stesso viene ridimensionato in un terzo-quarto ruolo senza spessore. Il tutto a favore di Mater (campione di incassi di sempre) e Finn McMissile il nuovo agente segreto che ha fatto impazzire i bambini e presente in ogni immagine coordinata di Cars 2. E se due indizi non fanno una prova ecco che arriva il terzo: il merchandising della Monsters University è già in vendita!

“In Lasseter (hopefully) we trust” verrebbe da dire.

P.s. Speriamo almeno che non sia in questo orribile formato 16:9 schiavo delle proiezioni stereoscopiche per teenager da multisala.

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