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Un film breve di Piero Costantini

Love and death are the ingredients of Camille, a short movie about a family in crisis. A mother and son, a lonely villa over the sea during a windy autumn, a father who doesn’t show up, an odd gardener and a mysterious tale about a cat that never seems to die.

Amore e morte sono gli ingredienti di Camille, un film breve che racconta la storia di una famiglia in crisi. Una madre con il suo bambino, una casa sul mare nella solitudine d’autunno, un padre che non arriva, uno strano giardiniere e la misteriosa vicenda di un gatto che sembra non morire mai.

Anno: 2009
Soggetto: Eleonora Cardellini
Sceneggiatura: Piero Costantini
Produzione: Sputnik Media
Fotografia: Blasco Giurato
Musiche: Eleonora Cardellini
Girato in Sony Cinealta
Colorato su DaVinci 2k

Director’s statement

When I had decided that “Camille” was to be my first short film I felt a weight lifted from my shoulders. In fact for many years I had been blocked to only thinking about film and was unable to take the leap forward. As soon as my wife outlined the story to me I know this was the one and felt no fear in making it happen. “Camille” is a terrifying, deep story that needed to be told with maximum suspense and for this reason I choose “back seat” direction, one that was not especially invasive or spectacular in relation to the story. I left the actors enough space to move within their characters to interpret them with freedom. I left space for the shadows and the sounds rather than explicit images; putting my trust in the imagination of the viewer to decide their own truth in the most dramatic scenes. However to grant the said space I needed inspiration from a director of photography who was able to synthesis this vision. Oscar winner for “Cinema Paradiso”, Blasco Giurato was my master. As soon as he saw the story with my eyes, and with extreme passion and lucidity, he envisaged the ideas rendering the work fluid and uniform. Eleonora Cadellini’s refined, tense music also builds an atmosphere of agitation and subtle fear. Moreover the idea to use “Aquarium” and “Le Cygne” two movements by Camille Saint Saens, which reinforce the visual and conceptual elements of the film, had my pulse racing. Together all these elements have allowed “Camille” to acquire a clear but also figurative identity. I have added the glue and in doing so, as much as it has been stimulating to blindly put myself “into the hands of others”, have given the film the narrative it needed.

Quando ho deciso che “Camille” sarebbe diventato il mio primo cortometraggio mi sono tolto un grosso peso dallo stomaco. Per troppi anni, infatti, ero rimasto fermo a pensare di fare un film senza mai decidere veramente. Ma quando mia moglie mi ha presentato questo soggetto ho subito sentito mia la storia ed ho deciso, non senza paura, di realizzarlo. “Camille” e’ una storia terribile e terrena da raccontare con tatto e sospensione. Per questo ho scelto una regia che facesse “un passo indietro” rispetto alla storia, che non fosse invadente o spettacolare. Ho lasciato agli attori lo spazio per potersi muovere e per celarsi dietro i propri personaggi con liberta’. Ho dato spazio alle ombre e ai suoni piuttosto che ad immagini esplicite, preferendo affidare alla fantasia dello spettatore la verita’ sottesa nelle scene piu’ drammatiche. Ma per fare questo avevo bisogno di un direttore della fotografia in grado di sintetizzare la mia visione. Blasco Giurato, vincitore di un Oscar per “Nuovo Cinema Paradiso”, in questo e’ stato un maestro. Da subito ha visto la storia con i miei occhi e, con estrema passione e lucidita’, ha visualizzato le idee rendendole fluide ed uniformi. Le musiche di Eleonora Cardellini sono anch’esse rarefatte, tese a costruire un’atmosfera di morbida inquietudine e sottile paura. L’idea inoltre di citare due brani di Camille Saint Saens (Aquarium e Le Cygne) che riprendessero degli elementi visivi e concettuali del film mi ha entusiasmato. L’insieme di questi fattori ha fatto si’ che “Camille” acquistasse un’identita’ chiara e delineata. Io ho fatto da collante fra le parti comprendendo, con questo lavoro, quanto sia stimolante mettere ciecamente nelle “mani di altri” la propria necessita’ narrativa.

Camille  (director’s cut)

Camille  (festival cut)

 

Camille (festival cut, english subtitles)

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  • Words by:
  • 21 marzo 2013